Yucatan

Il nostro diario Yucateco:
tra Cenotes e rovine Maya con Antonella.

Il Messico è un paese di incredibile varietà, dalla storia millenaria dei Maya e Aztechi alle moderne megalopoli, passando per spiagge caraibiche e riserve naturali selvagge. La penisola dello Yucatán e la sua porta d'accesso, Cancún, rappresentano una delle aree turistiche più ricche e accessibili.
La penisola è un paradiso per gli amanti della natura, in particolare per le sue formazioni geologiche uniche e la ricchezza marina.
Questa regione è un'esperienza completa: storia, cultura, mare da sogno e cibo delizioso. Antonella ha già detto che dobbiamo tornare. E come darle torto?

Da Trieste a Cancún.

Finalmente, il sogno messicano era diventato realtà! Il 17 marzo 2024 è iniziata la nostra avventura, un viaggio nello Yucatán che aspettavamo da tempo.

La partenza da Trieste è stata un po' un'odissea, lo ammetto, ma il costo di 1360€ per entrambi sembrava un buon affare. Un volo Lufthansa con scalo a Francoforte, poi il lungo balzo oltreoceano con Air Canada verso Vancouver, e infine l'ultima tratta, sempre con Air Canada, diretta a Cancún. Un totale di circa 20 ore di viaggio... Sinceramente, una vera maratona! Siamo arrivati a Cancún distrutti, ma l'eccitazione per l'aria calda e l'avventura imminente ha superato la stanchezza.

Cancún: L'arrivo in centro.

La prima notte l'abbiamo trascorsa in un bell'hotel Hacienda de Castilla (88€ due notti) in centro a Cancún. Ottima la stanza e carina la piscina che però non abbiamo usato. Non abbiamo scelto la caotica Zona Hotelera, ma il cuore pulsante della città, che ci ha permesso di immergerci subito nell'atmosfera locale. Una volta presa la stanza siamo a andati a guardare la gente che ballava al Metro Soul al ritmo di una band, sorseggiando una birretta.

Isla Mujeres.

Il giorno dopo, subito a tutta birra: traghetto per l'Isla Mujeres. Che meraviglia! È l'immagine perfetta del tropicale: palme, sabbia bianca, e un'atmosfera rilassata. Abbiamo noleggiato uno scooter (circa 200 MXN/giorno, circa 11€) e fatto il giro dell'isola, trovando un angolino di paradiso per un bagno rigenerante. La sera, rientrati a Cancún, la stanchezza era sparita davanti a dei fantastici tacos da strada. Appetitosi ed economici (50 MXN a testa, circa 3€).

Zona Hotelera.

Il terzo giorno a Cancún è stato dedicato alla caotica Zona Hotelera. Spiaggia larga, lunga 13 chilometri di bellissima sabbia chiara. Lì, abbiamo notato la costante ma discreta presenza della polizia turistica, un elemento che ci ha fatto sentire sempre sicuri, senza mai essere invadente. Abbiamo visto il celebre Coco Bongo e ci siamo lasciati andare a ballare un po' di musica latina fuori, con la folla! L'ingresso è costoso, parte dai 50 dollari a persona, che abbiamo saggiamente evitato, ma un gentilissimo addetto ci ha permesso di fare uin giro per scattare qualche foto. Una volta tornati in spiaggia, ci siamo imbattuti in una marea di coppie che scattavano foto di matrimonio sulla spiaggia vestiti in abiti sgargianti. Poi, una sorpresa: il centro commerciale La Isla con i canali interni che ricordavano Venezia! Un contrasto buffo e affascinante. Arrivati alla fine del centro ci siamo fermati su una passeggiata che da sulla laguna interna e abbiamo pranzato al ristorante la Parilla a base di messicanerie varie. Delizioso.

Il Road Trip Inizia.

Muoversi nel Messico in generale, e nello Yucatán in particolare, è relativamente semplice perchè coperto da una buona rete di trasporti pubblici.
Ci sono bus di lunga distanza. È Il metodo migliore per spostarsi tra le città principali (Cancún, Mérida, Tulum, Campeche). La compagnia ADO offre diverse classi di servizio da standard a Platino o GL, che sono confortevoli, pulite e spesso dotate di aria condizionata. Ancora più convenienti sono i colectivos (Minivan Collettivi). Ideali per le brevi e medie distanze lungo la Riviera Maya (es. tra Playa del Carmen e Tulum). Sono economici, frequenti e un ottimo modo per viaggiare come i locali.
Per noi che non avevamo molto tempo da dedicare alle fermate dei bus la scelta migliore era l'autonoleggio. Abbiamo lasciato l'albergo di Cancún percorrendo i venti km con un Uber verso l'aeroporto per un'altra tappa cruciale: il ritiro dell'auto. Abbiamo beccato un'ottima offerta da Green Motion Car Rental - Cancun Aeropuerto (167 euro per sette giorni) per una bella macchina con cambio automatico (fondamentale, dato che le distanze erano considerevoli). Il noleggio auto è un'opzione popolare per esplorare lo Yucatán con flessibilità, consentendo l'accesso facile a cenotes e siti Maya meno battuti. Comunque noleggiare un'auto in Messico richiede attenzione: è consigliabile stipulare un'assicurazione completa per evitare sorprese alla riconsegna. Sulle strade la polizia è una presenza costante ma non invadente e infonde una sensazione di sicurezza elevata. Sui siti tendono a raccontare episodi di poliziotti che elevano sanzioni pretestuose, ma a noi non è capitato. State attenti alle “Topas”, i rallentatori di velocità, che trasmettono immediatamente l'avvertimento di rallentare, arrivando poi a veri e propri dossi da affrontare a bassissima velocità.
Le strade principali sono generalmente moderne e ben tenute, specialmente l'autostrada a pedaggio che collega Cancún, Playa del Carmen, Tulum e Mérida.

Caricata la valigia, rotta verso Playa del Carmen.

Percorsi circa 55 km, siamo arrivati a Playa del Carmen dove avevamo prenotato una stanza all'Hacienda de Caribe, uno splendido hotel con piscina circondata da palmizi all'interno di un residence (223 € per tre notti). La città è più glamour e turistica dello Yucatan. Abbiamo passeggiato sulla famosa Quinta Avenida, visitato la spiaggia e assaggiato altri appetitosi manicaretti locali, oltre alla tradizionale tequila! La cucina messicana è una gioia continua!

Cozumel

Da Playa del Carmen, abbiamo preso il traghetto per Cozumel pagando circa 22€ a testa. L'isola è un paradiso per i sub. Anche qui, non potevamo fare a meno di noleggiare uno scooter e gironzolare. Abbiamo trovato la splendida Spiaggia San Martin dove l'acqua era incredibile. Siamo rimasti solo un giorno in questa isola, godendoci il mare e l'atmosfera caraibica.

Il giorno successivo lo abbiamo dedicato alle spiagge di Playa del Carmen, dove è bellissimo passeggiare sulla spiaggia bianca, e dopo cinque chilometri, siamo giunti alla deliziosa Playa punta Esmeralda. C’è un cenote naturale a ridosso dell’oceano con un paesaggio suggestivo, l’acqua cristallina e bassa, perfetta per i bambini. Un tocco di selvaggia tranquillità facendo il bagno nella sorgente.

Il Cuore Maya.

Un'altra giornata on the road, iniziata di mattina presto. Lasciata la Hacienda de Caribe abbiamo disegnato una mappa con un infinità di chilometri da percorrere (per me che alla guida mi annoio). Destinazione finale Tulum, ma con l'importante deviazione per i posti iconici della penisola. Ricordate di fare rifornimento alla macchina prima di entrare in autostrada! Per 150 km non abbiamo trovato distributori sul percorso.

Lo Yucatán è il cuore della civiltà Maya e vanta anche splendide città coloniali. Ci siamo diretti nell'entroterra, verso il vero obiettivo culturale del viaggio.

La Grandezza di Chichén Itzá

Fondata dagli Itzá, gli "stregoni dell'acqua" e sviluppatasi tra il V e il XIII secolo, Chichén Itzá è il più celebre sito archeologico Maya dello Yucatán. Il suo fascino deriva dalla perfetta fusione di stili Maya e Tolteco, evidente nell'architettura. Era un fondamentale centro politico, religioso e commerciale.
La sua bellezza è indubbia, tanto da essere annoverata tra le Nuove Sette Meraviglie del Mondo. Il sito è dominato dalla spettacolare Piramide di Kukulcán, allineata astronomicamente per l'equinozio, affiancata da meraviglie come il Tempio dei Guerrieri, il Campo da Gioco e l'Osservatorio. La disposizione, imponente e ben conservata, permette un incredibile tuffo nella storia.
L'ingresso è relativamente costoso, circa 34€ a persona, ma pienamente giustificato dal valore inestimabile del luogo e dall'impegno per la sua conservazione.
L'unico appunto è la presenza massiccia di venditori di souvenir lungo i percorsi. Sebbene offrano un'opportunità di sostenere l'artigianato locale, a volte risultano troppo numerosi e possono compromettere in parte l'atmosfera solenne e l'immersione storica del sito. Noi abbiamo acquistato un maschera Maya con sfumature blu e oro che fa bella mostra nella nostra vetrina dei trofei
Nel complesso, Chichén Itzá è un'esperienza imperdibile, un viaggio che regala stupore davanti all'avanzata conoscenza e alla magnificenza della civiltà Maya.

Valladolid.

Dopo la visita, con il sole a picco (tempo sempre magnifico, cielo terso), avevamo bisogno di rinfrescarci al fresco clima della macchina e siamo ripartiti per fare una visita a Valladolid, una cittadina coloniale, e onestamente abbiamo visto ben poche cose interessanti, così in brevissimo tempo dopo un pasto frugale, siamo ripartiti a caccia di qualche cenotes (le Vene d'Acqua dei Maya) interessante nei dintorni.

il Cenote X'ux Ha.

Quasi per caso ci siamo imbattuti nel cartello che indicava il cenote X'ux Ha, una vera gemma dello Yucatán, spesso descritto come una delle esperienze più autentiche e meno affollate, specialmente se lo si visita nelle ore giuste. Si trova vicino a Valladolid ed è apprezzato per la sua bellezza naturale e la tranquillità. È un cenote semi-aperto (grotta) con acqua cristallina di un intenso colore blu.
Infatti abbiamo goduto di un'esperienza più intima e suggestiva, lontano dal trambusto dei cenote più turistici.
Sistemata la macchina comodamente nel parcheggio vuoto, abbiamo pagato l'ingresso di circa 10€ e raccolto le raccomandazioni della signora alla cassa: come in tutti i cenote, è obbligatorio fare la doccia prima di entrare e non è consentito l'uso di lozioni, creme solari o repellenti per proteggere l'ecosistema.
La struttura è ben mantenuta e nonostante la sua semplicità, è dotato di servizi essenziali come docce e spogliatoi.
Per scendere nel cenote abbiamo percorso numerose scale ripide. Può essere impegnativo per chi ha problemi di mobilità o per i bambini molto piccoli ma una volta arrivati in fondo, l'atmosfera diventa magica e intima. Essendo meno popolare di altri grandi cenote, ci ha offerto un'esperienza serena, senza altri visitatori, permettendoci di connetterci profondamente con la natura, oltertutto la luce naturale filtra dall'alto creando bellissimi giochi di luce e ombra, perfetti per le fotografie. L'acqua è profonda e c'è una piattaforma per i tuffi, rendendolo ideale per nuotare e per una piccola scarica di adrenalina.

Tulum

Terminato il bagno siamo ripartiti alla volta di Tulum e dopo una novantina di chilometri (330 km in tutto) abbiamo raggiunto l'hotel Waves, (3 notti 186€ ) uno splendido resort dotato di ogni tipo di servizio. Piccolo inconveniente all'arrivo: sembrava ci stesse aspettando il guasto e infatti non appena appoggiate le valige sul trespolo e scoppiato un tubo sotto un lavello e ha allagato la stanza, che ci è stata prontamente cambiata.
Tulum è un luogo magico, famoso per le sue spiagge incontaminate e per le rovine Maya affacciate sul mare. Unico sito Maya costiero, offre una spettacolare vista da cartolina delle rovine sulla scogliera a picco sul Mar dei Caraibi, la più bella foto del viaggio.
La vita notturna è vibrante e divertente, piena di locali sulla spiaggia con musica e luci soffuse.

Ven a la Luz

Abbiamo trascorso due giornate a Playa Santa Fe, dove abbiamo preso due lettini nel beach club sulla spiaggia e gustato enormi empanadas. Nel pomeriggio siamo andati a fare visita alla scultura “Ven a la Luz”, ovvero “Vieni alla Luce”, una delle imponenti opere realizzate dal famoso e talentuoso artista sudafricano Daniel Popper. Questa scultura è stata presentata in Messico nel 2018 e rappresenta una figura femminile che apre il suo petto per rivelare un interno colmo di piante lussureggianti, un piccolo eden come simbolo di un passaggio verso l’accoglienza e l’ospitalità.
Nota dolente di Tulum: per chilometri, i resort tengono in ostaggio gli ingressi liberi delle spiagge e spesso chiedono una tassa per farti passare. Discutibile.
Una sera abbiamo gustato l'ottimo cibo da strada, ma per un cambio di sapore inaspettato, quella successiva abbiamo anche fatto una cena a base di pietanze cinesi... Certo, non proprio tipico, ma buonissimo!

Milum Lake Club

Il terzo giorno a Tulum è stato dedicato alla natura. Siamo andati al Milum Lake Club dove si può fare il bagno in  una Laguna d'acqua dolce, simpatica e molto caratteristica. Abbiamo pagato un ingresso di circa 10 euro a testa che comprendeva anche l'uso dei kayak e pagaiato per quasi tutta la giornata, osservando la flora e la fauna. Un momento di pace e relax assoluto.
Di sera, prima di cena, ci siamo fermati nella piscina d'acqua bollente dell' hotel e tra le bolle ci siamo presi un'altra dose di relax.

Cenote Azul

Finita la permanenza a Tulum, era tempo di rientrare verso Cancún per l'imminente ripartenza.
Dovevamo coprire una distanza di circa 130 chilometri, ma prima di riconsegnare l'auto, ci siamo fermati in un bellissimo cenote aperto, immerso nella giungla. Perfetto per un ultimo bagno prima di tornare alla civiltà. L'acqua limpida e l'ambiente naturale erano straordinari.
Il Cenote Azul non è un segreto, ma è un gioiello accessibile e meraviglioso.
Si trova  a  25 chilometri a sud di Playa del Carmen, lungo  la Carretera Federal 307 molto vicino a Puerto Aventuras.
L'aria era calda, come i giorni precedenti delle vacanza  ma la promessa di acque fresche dove ci saremmo tuffati, ci spingeva avanti. Arrivati all'ingresso e l'ottimismo si rafforza: il costo è incredibilmente onesto per un tale paradiso! Il biglietto d'ingresso si aggira intorno ai 120 pesos messicani, circa 6 euro, un vero affare rispetto ad altri cenote più costosi. Ci siamo sentiti  subito in sintonia con questo luogo di bellezza accessibile a tutti.
Varcato l'ingresso, il paesaggio ti ruba il fiato. Le viuzze erano incorniciate dalla lussureggiante vegetazione della giungla. Non è una grotta buia come il cenote X'ux Ha , ma una serie di piscine naturali divise da passerelle in legno e circondate da rocce calcaree.
L'acqua è di un blu cristallino così intenso da sembrare dipinta, un contrasto spettacolare con il verde smeraldo della foresta. C'è una parte più profonda, perfetta per nuotare liberamente, e un'area meno profonda dove puoi semplicemente sederti sul fondo roccioso e rilassarti.
C'è gente,  il luogo è amato e molto conosciuto, ma la vasta area del cenote permette a tutti di trovare il proprio angolo di pace. Molte famiglie portano il picnic e si godono la tranquillità all'ombra degli alberi. L'acqua è talmente limpida che vedi chiaramente i pesciolini, gli stessi usati per le fish spa, che si avvicinano curiosi. È come nuotare in un acquario gigante, ma naturale e selvaggio.
Usciti dall'acqua ci siamo sentiti completamente rigenerati. Il Cenote Azul è esattamente quello che speravamo: un'oasi di pace, bellezza naturale e divertimento semplice, accessibile e autentica. È l'essenza della Riviera Maya racchiusa in una piscina color zaffiro.

Ultimo Dia in Yucatan

Abbiamo riconseganto la macchina dopo un giro di quasi 800 chilometri e la signorina del banco ci ha portato a Cancun. L'ultimo giorno nello Yucatan lo abbiamo dedicato all'addio al mare, tornando ancora una volta a fare il bagno nella Zona Hotelera. Non ci stancavamo mai di quell'acqua turchese.
Per andare dall'hotel all'aeroporto, abbiamo usato un Uber, un servizio davvero efficace ed economico, circa12€, confermando che è un ottimo mezzo di trasporto in città.
Il volo di rientro è stato lungo, con le stesse tappe (Cancún - Vancouver - Francoforte - Trieste) e un altro massacrante viaggio da 20 ore.
Siamo arrivati a casa stanchi, ma con la testa piena di ricordi.

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